Parte I

Lunedì 4 Aprile 2016.

Una donna esce dallo studio di uno psichiatra. Si chiama Silvana e ha in mano una diagnosi di cui non sa cosa farsene: ansia e depressione. Cause ignote. Erano ormai mesi che qualcosa non andava. Lei aveva sempre ignorato i sintomi. Silvana vive con il marito, la figlia, il genero e la nipote: una famiglia grande della quale si è sempre occupata. Giorno per giorno si vede come sia insidiosa questa malattia. Come si prende tutte le sicurezze di una persona che non ha mai avuto paura di nulla e le sbriciola. Senza pietà. Giuseppe, diventa l’appoggio principale, cerca di spingerla oltre agli ostacoli, di farla guardare avanti. Marito e uomo sempre ottimista, positivo, con il guizzo del ragazzino ancora negli occhi. La mente di Silvana con il passare del tempo è diventata un buco nero. Risucchia tutte le cose belle, tutto il positivo che c’è nel futuro. Vede solo il peggio.

Della casa si è sempre occupata lei. Ora fatica, la prendono i sensi di colpa, anche se tutta la famiglia le ha detto di riposare. Il risveglio è il momento peggiore, l‘idea che ci sia un’intera giornata da affrontare è soffocante. Solo verso sera, di tanto in tanto, si rivede quella donna forte che non si è mai concessa di cedere a nulla. Si susseguono le terapie, gli specialisti. Non si riesce a trovare una vera soluzione: solo alti e bassi. Nessuno si è mai fermato nella ricerca della via di uscita.

Solo Silvana può trovare la forza per ritrovarsi. Come i mulini a vento. Da sola.
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